Fra la Valle dell’Aniene e i Monti Simbruini, nel cuore del Lazio più autentico e selvaggio; Cervara di Roma sente il rumore del fiume, ma respira anche il verde e la brezza dell’Appennino. Prima degli occhi dei passanti, dei turisti, e dei curiosi d’ogni tipo, il borgo ha ispirato e affascinato Ennio Morricone, che a Cervara ha dedicato un Notturno. Qualche tempo prima, invece, era stato il prof. Bianchi dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze a decidere che le pietre del paese sarebbero state quelle in cui la montagna avrebbe preso letteralmente vita. Ma andiamo per ordine, e concediamoci due passi fra le rocce e i vicoli, i gusti e gli odori, accompagnati dalla suggestiva natura dei Monti Simbruini.
Scalinata della Pace e Scalinata degli Artisti
Cervara sembra un grande atelier a cielo aperto, e dove, a dirla tutta, il cielo si può quasi sfiorare, vista l’altitudine di oltre 1000 metri. Qui, sono le pietre, i muri e i mattoni ad aver fatto da tela agli artisti che, nel tempo, si sono fermati a dipingere o a scolpire le sue forme.
La Scalinata degli Artisti, con il suo grande volto, che, a tratti, ricorda un monte Rushmore in miniatura, è indubbiamente il simbolo del borgo. La Scalinata della Pace, invece, è un susseguirsi di totem, murales e sculture, che prendono vita attraverso un percorso di animali, figure femminili, pagine di libri e simboli di fratellanza tra i popoli.
Delle rocce di Cervara, che deve il suo paesaggio alla natura incontaminata dei Monti Simbruini – letteralmente, “Monti sotto le piogge” –, si sono presi cura, a partire dagli anni ’80, gli alunni del professor. Vincenzo Bianchi dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze, le cui opere hanno contribuito a rendere, dal 1991, la Scalinata della Pace la “Montagna d’Europa” dedicata alla Pace.

Le musiche di Ennio Morricone
Lo abbiamo accennato, Cervara supera i 1000 metri d’altitudine, aggiudicandosi dunque il titolo di comune più alto della provincia di Roma. Per arrivarci bisogna lasciare l’auto e proseguire a piedi: da quel punto in poi, regna un silenzio speciale, un silenzio che sa ispirare.
Un continuo saliscendi di scale, vicoli e affacci mozzafiato porta alla scoperta di un paese autentico, da sempre meta di artisti, pittori, poeti e musicisti.
Qui tutto invita alla contemplazione. Non è un caso che Ennio Morricone se ne sia innamorato, e che, nel 1998, le abbia dedicato un’opera: Notturno Passacaglia per Cervara, ricordata da un pentagramma inciso nella roccia.

I profumi e i sapori di Cervara
I vicoli, gli angoli, e, soprattutto, le scalinate dei borghi italiani, mettono parecchio appetito.
Dopo aver camminato tra stradine e le sculture, la sosta perfetta è al ristorante Ferrari (via XX Settembre, 20), punto di riferimento per chi vuole assaporare i piatti tipici della zona.
Qui è il tartufo a regnare sovrano, tanto da aver ottenuto il riconoscimento di Prodotto agroalimentare tradizionale del Lazio; al ristorante Ferrari, in particolare, spiccano le fettuccine o le pappardelle di farro, da abbinare a funghi o tartufo.
E per concludere in dolcezza, non possono mancare le pallocchette, biscotti tradizionali preparati con farina, zucchero, burro, uova e scorza di limone: semplici, profumati e pieni di gusto.

