Nel cuore della pianura padana, si annuncia da lontano grazie al suo profilo inconfondibile. A dominare il centro storico si alza il Torrazzo, il campanile in mattoni più alto d’Europa che, con i suoi 112 metri d’altezza, vigila sulla città e ne custodisce i segreti più antichi.
Ma Cremona non è solo un gioiello d’architettura; è un’esperienza sensoriale in cui l’eco della grande musica si fonde con il profumo del miele e delle mandorle tostate.
L’arte della liuteria: dove il legno diventa anima

Cremona conserva una delle tradizioni musicali più importanti al mondo: la liuteria. Quest’arte nobile nasce nel Cinquecento con Andrea Amati e raggiunge il suo apice intramontabile con le storiche botteghe di Antonio Stradivari e di Giuseppe Guarneri del Gesù. Entrando nella bottega storica della famiglia Conia, si respira il profumo dei legni pregiati e della resina. Qui, la sapienza si tramanda di generazione in generazione (tra nonni, padri e figli) e ogni strumento viene realizzato interamente a mano, seguendo regole secolari. Quella della stagionatura, in base alla quale il legno viene acquistato e lasciato riposare dai 10 ai 15 anni prima di poter essere lavorato. La scultura, grazie alla quale il violino non è piatto; la tavola e il fondo vengono letteralmente scolpiti a mano per ottenere la tipica bombatura. Tutto concorre alla resa acustica, dalla scelta del legno al tipo di verniciatura, che devono garantire un suono perfetto. Quei violini che agli occhi dei profani potrebbero sembrare tutti uguali sono in realtà profondamente diversi l’uno dall’altro. Un modello Guarneri del Gesù ha forme e sfumature sonore distinte rispetto a un modello Amati.
Per proteggere queste opere d’arte dalle contraffazioni, all’interno viene impresso un timbro a fuoco e ogni pezzo viene corredato da un certificato d’origine firmato dal liutaio. Creare un violino non è semplicemente un lavoro, è qualcosa di più: vuol dire dare vita a qualcosa di speciale, di unico, che non è possibile replicare neanche con l’intelligenza artificiale oggi adoperata in così tanti settori professionali e non. Poiché questo lavoro ha come fine ultimo la creazione di strumenti che verranno suonati per 200 o 300 anni da musicisti che magari chi ha creato quel violino neanche avrà mai l’opportunità di conoscere. E anche in questo risiede la magia della musica e di una così importante lavorazione.
Torrone, il miracolo più dolce della città
Cremona esprime la sua identità anche attraverso la tavola, e c’è una tradizione dolciaria che affonda le radici nella storia stessa della città. Tutto ebbe inizio il 25 ottobre 1441, il giorno del celebre matrimonio tra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Per l’occasione, la sposa volle regalare al suo unito un dolce che ricordasse Cremona. Secondo la leggenda, i pasticceri di corte crearono un impasto a base di mandorle e miele modellato proprio con le sembianze del Torrione cittadino (l’attuale Torrazzo). Nacque così il torrone. Questa sapienza artigianale vive ancora oggi nel laboratorio delle Sorelle Rivoltini, una realtà tutta al femminile che porta avanti la ricetta originale di nonno e papà Aldo, basata su pochi e semplici ingredienti: miele, zucchero, mandorle e albume d’uovo.
La magia sta tutta nella cottura, lenta e rigorosamente a bagnomaria, controllata durante tutta la notte. Se il torrone duro richiede una cottura lenta di almeno 8 ore, quello tenero cuoce per 4 ore e prevede l’aggiunta di zucchero fondente per mantenere l’impasto morbido e malleabile. Ogni torrone ha i suoi tempi, ogni torrone ha esigenze diverse plasmate sulla propria, specifica unicità.
La Bottega Sperlari dal 1836, il tempio della tradizione

Se la leggenda del torrone nasce nel Quattrocento, la sua consacrazione commerciale ha oggi un indirizzo ben preciso a Cremona: Via Solferino 25, dove sorge la Bottega Sperlari. Fondata nel 1836 dall’intuito imprenditoriale di Enea Sperlari, la bottega è un vero e proprio monumento cittadino, che può vantare la più antica licenza commerciale di tutta la provincia di Cremona. Varcare la soglia di questo locale storico significa fare un salto indietro nel tempo, tra arredi d’epoca, profumo di spezie e confezioni che sembrano opere d’arte. Sperlari comprese fin da subito il potenziale delle specialità cremonesi, organizzando la produzione in modo moderno senza mai intaccarne la qualità artigianale. La fama della bottega crebbe a tal punto da conquistare i palati più esigenti dell’aristocrazia, diventando nel 1921 Fornitrice Ufficiale della Real Casa, nello specifico della Regina Madre Margherita, e successivamente del Principe Umberto nel 1929.
Oggi la Bottega Sperlari continua a essere la meta prediletta per chi cerca le eccellenze del territorio, come il celebre Torrone Mandorlato classico ma anche la mostarda cremonese, l’accompagnamento ideale e piccante per i bolliti della tradizione. Sugli scaffali si affollano tanti altri prodotti d’eccellenza come i Graffioni, i mitici cioccolatini con un cuore di ciliegia sotto spirito, e dolci della tradizione come la Sbrisolona e la torta Gran Mandorla.

