Navi romane sommerse dalle acque, divinità potenti e fragoline che sono un inno alla primavera: alle porte di Roma c’è un borgo dove mitologia e romanticismo si incontrano

Basta allontanarsi di pochi chilometri dal centro della Capitale per ritrovarsi catapultati in tutto un altro mondo

Nemi è la bomboniera dei Castelli Romani, un piccolo centro di neanche duemila abitanti, la cui bellezza, lungo i secoli, non è mai passata inosservata.

Già fra le genti latine, e nell’antica Roma poi, il borgo era considerato un luogo sacro, un must della villeggiatura e meta di grande relax: prima il santuario di Diana nemorense, ubicato nel bosco sacro, poi la villa che Giulio Cesare si fece costruire sulle sponde del lago, e, infine, le due navi monumentali dell’imperatore Caligola.

Inclusa, a partire dal XVIII secolo, come meta del Grand Tour europeo, Nemi continua ancora oggi ad attirare grandi masse di turisti, che, a pochi passi da Roma, possono godersi la natura e la vita lenta del paese, perdendosi fra i suoi scorci e, soprattutto, gustando le celebri fragoline di bosco.

Navi romane di Nemi 

 


Il nome, Nemi, deriva dal latino Nemus, cioè, bosco, quello che circonda e abbraccia l’intero lago.

Ed è proprio il lago ad aver conservato due imponenti navi cerimoniali di età romana appartenute all’imperatore Caligola, e di dimensioni non indifferenti: 71 metri di lunghezza per 20 di larghezza la prima, 75 metri per 29 la seconda. Sembra strano – per non dire assurdo –, ma, all’interno di questi due palazzi galleggianti, oltre ad esserci dei templi, c’era perfino il riscaldamento a bordo!

Vennero rinvenute durante il ventennio fascista, e l’idea fu subito quella di costruire un museo apposito per contenerle, se non fosse che, qualche anno dopo, le due imbarcazioni vennero quasi del tutto distrutte. È una notte di primavera del 1944, quando un violentissimo incendio, divampando incontrollato, rade al suolo il museo e le navi ubicate all’interno; il motivo? Mai del tutto venuto alla luce, anche se non c’è da meravigliarsi visto il periodo storico, oppresso dalla guerra e dai bombardamenti.

Si vocifera a proposito di una terza nave, ancora sommersa nei fondali del lago; non escludiamo che possa essere rinvenuta!

La Terrazza degli innamorati

Nemi, la Terrazza degli Innamorati
Nemi, la Terrazza degli Innamorati

Dagli imperatori romani e i viaggiatori dei Grand Tour, arrivando sino ai nostri giorni, tutti hanno speso un pensiero, o dedicato qualche verso, a Nemi e al suo panorama.

Camminando tra le viuzze silenziose e gli scorci fioriti, si arriva alla terrazza degli innamorati, che si apre come una finestra sul lago; è il luogo ideale per ammirare la natura circostante, da soli, o, ancora meglio, in dolce compagnia.

Le fragoline di bosco  

Fragoline di Nemi
Fragoline di Nemi

Come se non bastasse, a Nemi c’è anche una regina, ed è piccola, rossa e dolcissima: la fragolina di bosco. Nel 2025 si festeggiano i 92 anni della sagra delle fragole, una manifestazione piuttosto sentita e radicata, che, dal 1922, ricorre ogni prima domenica di giugno.

Mentre passeggi lungolago, e ti concedi un bagno o una piccola escursione, puoi trovare e raccogliere le fragoline sparse qua e là nel bosco. A Nemi, inutile dirlo, ci fanno proprio tutto: dal celebre liquore, il fragolino, alle morbide e gustose tartelle con la crema.

Il lago vulcanico e la cantina subacquea

Il piccolo lago non è solo storia, ma anche innovazione. È qui, infatti, che nasce il vino Caligola, un omaggio all’imperatore romano che sul lago fece costruire le due enormi navi.

L’affinamento avviene sott’acqua, dove il vino viene lasciato per due anni a 15 metri di profondità, in totale silenzio e in assenza di ossigeno, forse, vicino alla così tanto ricercata Terza Nave.

 

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