A metà fra i Monti Lepini e l’Agro Pontino, già ricordata da Virgilio nell’Eneide, Sermoneta è inclusa fra le 100 mete d’Italia, quei 100 posti che, nell’arco della vita, prima o poi, bisogna vedere. La cinta muraria ancora intatta, il centro storico medievale, le memorie architettoniche della famiglia Caetani, la tradizione del buon vivere e del buon mangiare.
Nel corso degli anni, qui vengono girati quasi cento film e passano i grandi nomi della settima arte: Totò, Vittorio Gassmann, Sophia Loren, Jude Law, Gerard Depardieu, e poi, ancora, Benigni e Troisi, la cui scena del “ricordati che devi morire” è tanto cara al borgo, ma che non fu girata, come si dice, nella Loggia dei Mercanti.
Sermoneta, insomma, attrae per la sua storia, per i suoi prodotti e per la sua ubicazione, che la rendono un’oasi in cui tutto rimane a misura d’uomo.
E, allora, andiamo a dare un’occhiata un po’ più da vicino.
Il quadrato magico del Sator: un enigma millenario
Poco fuori dall’abitato di Sermoneta, l’abbazia di Valvisciolo ospita le cinque parole più misteriose del mondo.
Sator Arepo Tenet Opera Rotas è un palindromo: poco importa se le parole vengono lette da sinistra verso destra o da destra verso sinistra; il significato non cambia.
Per intenderci, come le parole “Anna”, “oro”, “otto”.
Questo quadrato magico si trova in varie parti d’Italia, eppure, pensate, qui a Sermoneta è l’unico caso al mondo in cui le parole sono disposte a cerchio, insomma, come se si trattasse di un bersaglio.
Il significato è misterioso, e nessuno è mai riuscito a decifrarlo: forse parla di un seminatore, di qualcuno che semina un campo; un chiaro riferimento religioso, a Gesù o a Dio.
E poi ci sono i significati più misteriosi, che, in particolare, escono fuori quando le parole e le lettere si mischiano.
Uno fra tutti, Retro Satana Toto Opere Asper! “Indietreggia, o Satana, crudele in tutto quello che fai!”.
È vero, dopo secoli, il significato rimane ancora misterioso, e soggetto alle più disparate interpretazioni. Tuttavia, come accenniamo nel video, all’abbazia di Valvisciolo sembrano esserci tutte le carte in regola per sciogliere l’enigma:
- è l’unico caso conosciuto in cui le parole sono disposte a cerchio, e non a forma di quadrato
- ci sono altri simboli misteriosi, che, collegati, potrebbero forse dare una chiave di lettura differente: il nodo di Salomone e il labirinto magico.
- La Torre Petrara o Torre di Monticchio, una torre d’avvistamento medievale che gode di una posizione unica e particolare, ma anche di una storia buffa e curiosa: la collina di tufo e calcare su cui venne realizzata la torre è stata infatti scavata nel XX secolo per ricavarne materiale da costruzione, fino a lasciare un unico pinnacolo di roccia sulla cui sommità è sopravvissuto in equilibrio solo l’edificio.
- Il Castello Caetani, risalente al XIII secolo, è il simbolo del comune di Sermoneta. Qui, lungo i secoli, passano grandi nomi della storia: Federico II di Svevia, Carlo V d’Asburgo, Lucrezia Borgia, i soldati di Napoleone, che lo saccheggiano e lo trasformano in prigione.
È nelle stalle del Castello, inoltre, che vengono girate alcune scene del film “Non ci resta che piangere”, con Roberto Benigni e Massimo Troisi.
La Serpetta di Sermoneta è il prodotto simbolo del borgo, un dolce da forno che prevede l’utilizzo di pochi ingredienti, fra cui la cannella; la storia è curiosa, e legata al ritorno, dalla Battaglia di Lepanto (1571), del duca Caetani. Per celebrare la vittoria del duca, i forni della zona idearono questo dolce a forma di serpente, il quale, simbolicamente, stava a rappresentare il nemico sconfitto.
La Loggia dei Mercanti, utilizzata per gli affari comunali e le assemblee; si crede erroneamente che qui sia stata girata la famosa scena di “Non ci resta che piangere”, in cui ricordano a Troisi “che deve morire”. In realtà, come abbiamo visto, alcune scene del film sono state girate nel Castello Caetani.

