Ripatransone: è il borgo del vicolo più stretto d’Italia, ma in questa perla delle Marche cultura e sapori sono tutti da scoprire

Un gioiello delle Marche, con un vicolo largo meno di 40 centimetri e un magnifico teatro all'interno di un palazzo antico

Nelle Marche c’è tutto, non manca proprio nulla. Ripatransone, nel Piceno, a sud di questa splendida regione – insomma, per intenderci, verso l’Abruzzo –, sorge a quasi 500 metri d’altitudine, e si guadagna il titolo di uno dei centri più antichi della provincia.

Pensate, già nel XV secolo, un medico e umanista italiano, Giovanni Garzoni, definiva questo borgo un “nobilissimo paese ubicato fra Ascoli e Fermo”.

Ma non dilunghiamoci oltre, e andiamo a dare un’occhiata più da vicino.

Il vicolo più stretto d’Italia

Un vicolo talmente stretto da non avere neanche un nome, quello di Ripatransone è il più stretto d’Italia, che, pensate, ha una larghezza di appena 43 centimetri, e che, in alcuni punti, si restringe fino a 32.

L’ubicazione? In pieno centro storico!
La motivazione, cioè, perché esiste un vicolo così stretto? Nella maggior parte dei casi si tratta di strettoie medievali che avevano uno scopo difensivo, in particolare, quello di impedire ai vari invasori di turno di raggiungere il castello, o, comunque, i centri più importanti.

Non è un caso, infatti, che Ripatransone, costruita a partire dal XII secolo, il periodo delle grandi fortificazioni, conservi una delle cinte murarie difensive più belle e articolate delle Marche, pensate, con una lunghezza di quasi due chilometri e mezzo.

Ma il bello deve ancora venire; già, perché, a chi attraversa il vicolo viene rilasciato un vero e proprio certificato, compilato e stampato direttamente dal comune, e che, appunto, attesta che avete attraversato il vicolo con successo.

I primati di Ripatransone, però, non finiscono qui, e accontentano qualsiasi richiesta.

Il Cavallo di Fuoco

Per chi ama gli spettacoli pirotecnici, Ripatransone è il posto giusto. Una volta l’anno, e, per la precisione, nel giorno della domenica in albis, la seconda di Pasqua, si tiene questo suggestivo e singolare spettacolo. 

Un vero e proprio cavallo, in origine di legno e dotato di ruote per il movimento – ma ora in ferro –, viene riempito di petardi e, dopo esser stato benedetto, fatto sfilare per le vie e le piazze del paese.

La sfilata dura circa una mezz’ora, quel che basta per godere di uno spettacolo senza eguali.

Il Palazzo del Podestà e il Teatro Mercantini

Vuoi che un borgo del genere non abbia un palazzo centrale? Un luogo capace di esprimere al massimo e il massimo del potere?

Il Palazzo del Podestà, colui che rappresentava la carica civile più alta nell’Italia comunale del 1300, è fra i meglio conservati delle Marche.

Ma la vera sorpresa è al suo interno.

Inserito nel circuito dei teatri storici delle Marche, il Teatro Mercantini ha una capienza di 250 spettatori, e delle decorazioni che fanno girare la testa.

A Luigi Mercantini, fra i poeti più celebri del Risorgimento, colui che, se non con le mani, ma certamente con i versi, fu al fianco delle imprese garibaldine, è titolato questo spazio prezioso, inserito, fra l’altro, nel circuito dei “Teatri storici delle Marche”.

Suoi i celebri versi “Eran trecento, erano giovani e forti, e sono morti!”, insieme all’Inno a Garibaldi, fra le massime “colonne sonore” del Risorgimento italiano.

Il Ciavarro

La qualità dei prodotti e dell’accoglienza regna sovrana sul borgo: Città dell’Olio, Città del Vino – con ben 18 cantine che producono Montepulciano e Sangiovese –, Bandiera arancione del Touring club per l’accoglienza.

Ultima, ma non ultima, la produzione di legumi, che dà vita al Ciavarro, il piatto simbolo di Ripatransone.

Quello che, con le dovute cautele, potremmo definire un chili marchigiano, conta la presenza di 12 tipi fra legumi e cereali, nonché l’aggiunta di carne di maiale, e, a seconda delle varianti e della stagionalità, di cavolo nero o altre verdure.

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