Rocca di Papa: la fortezza sulla Capitale dalla quale si possono ammirare due laghi contemporaneamente

Dal quartiere bavarese alla loggetta del Monte Cavo, è il borgo col panorama più bello su Roma

Il fortilizio dei Castelli Romani, il borgo arroccato che, dai suoi quasi 700 metri d’altitudine, domina il panorama sulla Città Eterna e sul litorale laziale; già abitata trecento anni prima della nascita di Roma, Rocca di Papa, per la sua naturale posizione strategica, fu contesa, nel corso dei secoli, fra le grandi famiglie protagoniste del medioevo romano: dai Conti di Tuscolo ai Colonna, passando per gli Annibaldi della Molara e gli Orsini.

Ma l’attenzione per questo borgo-fortezza non si è limitata alle casate nobiliari, né tantomeno al periodo medievale: dai grandi nomi del cinema, tra tutti Totò nel suo Totò, Peppino e la Malafemmina –, a patrioti e politici del calibro di Massimo d’Azeglio, fino al fior fiore del teatro e della scrittura, primo fra tutti, Luigi Pirandello, che sul Monte Cavo compose L’esclusa, nessuno è rimasto indifferente al fascino dei suoi vicoli, dei suoi scorci, delle sue piazze. 

Oltre alla naturale bellezza, però, e alla portata storica, cosa c’è di non comune nel comune di Rocca di Papa?

La loggetta: un belvedere dal quale si possono ammirare due laghi

Siamo lungo il tracciato del Monte Cavo, la vetta più alta dei Castelli Romani.

Questo panorama, noto come Occhi di Diana o Occhi di Giove, permette di godere della vista dei due laghi vulcanici, il Lago Albano e il Lago di Nemi, così come, in giornate particolarmente limpide, di avere una visuale completa che spazia dai Monti Tiburtini all’Isola di Ponza, dai Monti Simbruini al Circeo.

La Via Sacra

Qui a Rocca di Papa, però, oltre ad ammirare il panorama, è bene anche guardare dove si mettono i piedi!

Ma che dico secoli, le pietre che sto calpestando hanno millenni di storia: più antica dell’Appia, costruita quando Roma non era ancora la padrona del mondo, la Via Sacra si sviluppa tutta in salita, a mo’ di trekking, insomma, e questo perché la sua funzione era quella di raggiungere un importantissimo luogo di culto, il più importante fra le genti latine (e non romane): il tempio di Giove Laziale, Giove Padre, costruito proprio sulla sommità di Monte Cavo.

Qui, presso il tempio di Giove Laziale, ogni anno avevano luogo le Feriae Latinae, durante la cui celebrazione veniva sacrificato un toro: le viscere, come da tradizione, venivano bruciate, così da, attraverso il fumo, ingraziarsi gli dèi, mentre le carni venivano divise fra i portavoce delle varie città della Lega Latina.

Il quartiere bavarese

Ora, facciamo due passi nel centro storico: il quartiere bavarese, con tanto di murales, viene chiamato così perché nel 1328 le truppe di Ludovico IV il Bavaro assediarono la rocca. Le tracce di questo passaggio le ritroviamo nei colori del gonfalone comunale, bianco e azzurro come i colori della Baviera. E non è un caso se Rocca di Papa sia gemellata con una città bavarese, Landsberg am Lech.

E, ancora, il Museo delle Geoscienze, ospitato nella sede dell’antico Osservatorio geosismico di fine XIX secolo, ai piedi della Fortezza pontificia, in cui viene dato particolare spazio alla simulazione degli effetti dei terremoti e all’evoluzione storica del sismografo.

Insomma, le attrattive de ‘a Rocca, come dicono i locali, accontentano tutti!

 

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